A cura del Dott. Mario Cervini
SI ITALIA – HR CONSULTANCY
Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 arriva una novità che punta a migliorare la conciliazione vita-lavoro e a sostenere il rientro delle lavoratrici dopo la maternità.
L’articolo 51 del DDL interviene sull’art. 4 del D.Lgs. 151/2001, introducendo una possibilità in più per le aziende che assumono personale a tempo determinato, anche tramite somministrazione, per sostituire dipendenti in congedo.
La novità: un periodo aggiuntivo di affiancamento
Oltre alla sostituzione durante il congedo, la norma consente ora di prolungare il contratto del sostituto per un ulteriore periodo di affiancamento della lavoratrice rientrante, fino al compimento del primo anno di età del bambino.
Vantaggi del periodo di affiancamento
Questa estensione permette di gestire in maniera più graduale il rientro, evitando rientri “a freddo” e sostenendo una fase delicata sia sul piano organizzativo sia su quello relazionale.
Cosa prevede oggi l’art. 4 del D.Lgs. 151/2001
La norma attuale consente di:
- assumere personale a termine o in somministrazione per sostituire lavoratrici e lavoratori in congedo di maternità, paternità, parentale o per malattia del figlio;
- avviare il contratto di sostituzione fino a un mese prima dell’inizio del congedo (salvo periodi superiori previsti dal CCNL).
L’obiettivo è garantire continuità all’attività aziendale e permettere un passaggio di consegne efficace.
Lo sgravio per le piccole imprese
Il comma 3 rimane invariato: nelle aziende con meno di 20 dipendenti, l’assunzione a termine per sostituzione dà diritto a uno sgravio contributivo del 50% sui contributi a carico del datore di lavoro.
Sostituzione in somministrazione
Se la sostituzione avviene in somministrazione, l’impresa utilizzatrice recupera dalla somministratrice lo stesso beneficio.
Questo incentivo rende economicamente sostenibile una gestione più attenta dei rientri dalla maternità.
Perché questa modifica è rilevante
Il nuovo comma 2-bis riconosce che il rientro dalla maternità spesso richiede un tempo di riadattamento, aggiornamento e passaggio di informazioni.
Benefici per aziende e lavoratrici
Concedere un periodo di sovrapposizione può:
- migliorare la qualità del rientro;
- ridurre errori e rallentamenti;
- favorire la parità di genere, evitando che la maternità diventi un “costo invisibile” per le lavoratrici.
L’efficacia della norma dipenderà dalla capacità delle aziende di pianificare budget, turni e ruoli, evitando utilizzi impropri del contratto di sostituzione.