Contratto di espansione: in pensione con 5 anni di anticipo

Con la Finanziaria 2021 il Governo vuole rafforzare il contratto di espansione supportando aziende e lavoratori nello scivolo pensionistico e che permetterebbe ai dipendenti di andare in pensione con 5 anni di anticipo.

Il contratto di espansione introdotto dal Decreto Legge 34 del 2019 è un accordo tra azienda e Governo sulla ristrutturazione del personale. Fino ad oggi, poteva essere richiesto solamente da aziende con almeno 500 dipendenti con la riformulazione della Legge di bilancio, il contratto di espansione può essere richiesto e sottoscritto anche da aziende con un minimo di 250 dipendenti. Lo strumento dello scivolo pensionistico consente all’azienda di mandare in pensione i dipendenti che si trovano a non più di cinque anni dall’età della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata, che hanno maturato il requisito contributivo minimo richiesto, ovviamente con il consenso da parte del lavoratore.

Inoltre per le aziende con almeno 500 dipendenti, oltre allo scivolo pensionistico e il contributo dello Stato con la Naspi fino a due anni, c’è la possibilità di un ricorso più esteso alla Cig, con riduzione d’orario fino al 30 per cento. Per le aziende con oltre 1000 dipendenti, che realizzano piani di riorganizzazione o di ristrutturazione di notevole rilevanza, sono previste diverse novità, l’assunzione da parte delle stesse di un dipendente ogni tre uscite con ulteriori 12 mesi di Naspi, quindi l’aiuto dello Stato sale a 3 anni.

Per le aziende questo comporta anche una ristrutturazione del personale e alla possibilità di nuove assunzioni.

Ma come funziona lo scivolo pensionistico? Durante questo periodo il datore di lavoro deve versare al dipendente un’indennità mensile adeguata al trattamento pensionistico maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Nel caso in cui il datore di lavoro deve versare anche i contributi previdenziali nell’eventualità che la prima decorrenza utile della pensione sia quella prevista dal pensionamento anticipato, lo Stato contribuisce al 100% alla copertura della Naspi, una volta scaduti i due anni, il versamento del trattamento economico da dare al dipendente è totalmente a carico dell’azienda.

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