Decreto Rilancio: scadenze fiscali, cassa integrazione, licenziamenti e credito d’imposta

Conosci tutte le principali novità del Decreto Rilancio, scadenze fiscali, cassa integrazione, licenziamenti e credito d’imposta?

Nel decreto sono stati stanziati 55 miliardi di euro di risorse per sostenere le imprese, gli artigiani, i commercianti, i professionisti, i lavoratori e le famiglie e contrastare gli effetti economici del coronavirus nella nuova fase di ripresa economica e sociale del Paese.

Andiamo per step e proviamo a capire nello specifico quali sono tutte le novità.

DECRETO RILANCIO: PROROGA SCADENZE FISCALI

La lettura delle varie sospensioni di versamenti e adempimenti, da coordinare con i provvedimenti approvati in precedenza, è particolarmente complessa. 

Di seguito uno schema delle principali scadenze:

ART. Decreto Rilancio 131: Per il Versamento di ritenute e contributi marzo, aprile e maggio 2020 la data di scadenza è il 16 settembre 2020.

ART. Decreto Rilancio 155: Per i Versamenti degli importi richiesti a seguito del controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni la data di scadenza è 16 settembre 2020. 

ART. Decreto Rilancio 160: Per i Versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta la data di scadenza è il 16 settembre 2020. 

ART. Decreto Rilancio 165: Per Rottamazione ter e saldo e stralcio e rate 2020 la data di scadenza è il 10 dicembre 2020.

Non è dovuto invece: 

  • il versamento del saldo IRAP relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. 
  • il versamento della prima rata dell’acconto IRAP relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre.

DECRETO RILANCIO: PROROGA CASSA INTEGRAZIONE E NASPI

Il decreto prevede la possibilità di aggiungere ulteriori 9 settimane di cassa integrazione a quelle già previste dal precedente decreto “Cura Italia”.  I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito del periodo di 9 settimane precedentemente concesso. È riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di 4 settimane, per periodi decorrenti dal 1 settembre 2020 al 31 ottobre 2020

Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo, è possibile usufruire delle suddette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre. 

Ai beneficiari di assegno ordinario spetta anche l’Assegno per il Nucleo Familiare inoltre, resta fermo l’obbligo di informazione, consultazione ed esame congiunto con le Organizzazioni Sindacali, da svolgersi anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva. 

È stata prorogata di 2 mesi l’indennità NASPI e Dis-Coll in scadenza nei mesi di marzo e aprile 2020.

Decreto rilancio: Bonus Colf, Badanti, Baby sitter e Congedo straordinario Covid-19

Per Badanti e Colf che alla data del 23 febbraio 2020, abbiano in essere uno o più contratti di lavoro domestico, pari ad almeno 10 ore settimanali e che non siano conviventi col datore di lavoro è previsto un bonus di 500,00 per i mesi di aprile e maggio 2020. Il bonus baby sitter raddoppia, 1.200 euro fino a settembre e può essere utilizzato anche per l’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Per medici, infermieri ed operatori socio sanitari, i voucher passano invece a 2.000 euro. Solo per i lavoratori dipendenti del settore privato il congedo parentale straordinario, retribuito al 50% in luogo del 30%, i giorni previsti salgono da 15 a 30.

Decreto rilancio: proroga del blocco dei licenziamenti

Il decreto prevede che a partire dal 17 marzo 2020 sia precluso l’avvio delle procedure di licenziamento per ulteriori 3 mesi quindi  fino  alla fine di luglio, con riferimento alle procedure pendenti avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Non sono sospesi i seguenti licenziamenti: 

  • i licenziamenti per giusta causa 
  • i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo, ivi compresi quelli di natura disciplinare
  • i licenziamenti per raggiungimento del limite massimo di età per la fruizione della pensione di vecchiaia, atteso che la prosecuzione fino ai 70 anni discende da un accordo tra le parti e non è un diritto potestativo del dipendente
  • i licenziamenti determinati da superamento del periodo di comporto, atteso che la procedura è “assimilabile” al giustificato motivo oggettivo ma non è giustificato motivo oggettivo; 
  • i licenziamenti per inidoneità sopravvenuta; 
  • i licenziamenti dei dirigenti che sono determinati da “giustificatezza”, cosa diversa dalla procedura rigoristica che interessa gli altri lavoratori subordinati; 
  • i licenziamenti durante o al termine del periodo di prova sottoscritto dalle parti prima della costituzione del rapporto, con l’indicazione sia della durata che delle mansioni da svolgere; 
  • i licenziamenti dei lavoratori domestici che sono “ad nutum”;
  • i licenziamenti dei lavoratori dello spettacolo a tempo indeterminato, laddove nel contratto di scrittura artistica sia prevista la “clausola di protesta”, cosa che consente la risoluzione del rapporto allorquando il lavoratore sia ritenuto non idoneo alla parte; 
  • la risoluzione del rapporto di apprendistato al termine del periodo formativo a seguito di recesso ex art. 2118 c.c

Decreto Rilancio: Credito d’imposta

Il nuovo credito d’imposta è riconosciuto in misura pari all’60% delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020.

Sono detraibili gli interventi necessari per far rispettare le norme sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID- 19.

Sono compresi gli interventi edilizi necessari per:

  • il rifacimento di spogliatoi e mense;
  • per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni.

Il credito può inoltre essere utilizzato per:

  • l’acquisto di arredi di sicurezza;
  • gli investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa 
  • l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Possono usufruire del credito:

  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico
  • le associazioni
  • le fondazioni
  • gli altri enti privati
  • gli enti del Terzo settore

Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico possono essere individuate le ulteriori spese ammissibili o soggetti aventi diritto oltre a quelli indicati.

Una caratteristica di particolare interesse del nuovo beneficio è la possibilità di cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. L’agevolazione è utilizzabile in compensazione in 10 anni ed è cedibile ad altri soggetti compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

L’altro credito di imposta è finalizzato a sostenere l’adozione di misure per prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro. 

In particolare, all’incentivo fiscale sono ammesse le spese sostenute per: 

  • la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività; 
  • l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea; 
  • l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti; 
  • l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli indicati precedentemente, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

Inoltre Il decreto Rilancio prevede che le Regioni, le Provincie autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio, possono erogare contributi a fondo perduto per le imprese volti a contribuire ai costi salariali, ivi comprese le quote contributive e assistenziali, delle imprese e dei lavoratori autonomi, finalizzati ad evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID‐19.

La sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un periodo non superiore a 12 mesi a decorrere dalla domanda di aiuto e può arrivare al massimo all’80% della retribuzione mensile lorda del personale beneficiario.

Infine i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che, non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile (smart working) fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19.  

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