IA e lavoro: cosa cambia dal 10 ottobre 2025

A cura del Dott. Mario Cervini
SI ITALIA – HR CONSULTANCY

Trasparenza e diritti: il nuovo paradigma

Dal 10 ottobre 2025 l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nei processi decisionali aziendali sarà regolata dalla nuova Legge n. 132/2025.
L’IA comporta l’elaborazione di grandi quantità di dati e l’automatizzazione di decisioni un tempo affidate solo all’uomo.
Se questo significa maggiore efficienza e rapidità, apre però anche interrogativi cruciali: tutela dei diritti fondamentali, non discriminazione, responsabilità del datore di lavoro.

Il principio di base della normativa è chiaro:

L’IA deve essere uno strumento a servizio delle persone, capace di migliorare condizioni di lavoro, produttività e qualità, senza ridurre tutele e garanzie.

L’obbligo di informativa per i datori di lavoro

La novità più rilevante riguarda l’introduzione di un obbligo di informativa preventiva.
Quando l’IA è utilizzata in processi decisionali che incidono sul rapporto di lavoro, il datore deve comunicare in modo chiaro e accessibile ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali l’impiego di sistemi automatizzati.

I casi previsti sono:

  • assunzione e selezione del personale,
  • organizzazione e gestione del lavoro,
  • valutazione delle performance,
  • cessazione del rapporto di lavoro.

L’informativa dovrà essere trasparente, strutturata, leggibile anche su dispositivi elettronici e conforme all’art. 1-bis del d.lgs. n. 152/1997.

Governance aziendale e responsabilità

Questo obbligo rappresenta un passo concreto verso un modello di governance aziendale dell’intelligenza artificiale, in cui trasparenza, responsabilità e rispetto dei diritti diventano parte integrante delle strategie di innovazione.

Le imprese dovranno:

  • mappare i processi già influenzati dall’IA o potenzialmente coinvolgibili,
  • predisporre procedure documentali per garantire conformità normativa e tracciabilità delle decisioni.

Trasparenza, responsabilità e rispetto dei diritti diventano così parte integrante delle strategie di innovazione aziendale.

L’Osservatorio nazionale e la formazione

La legge istituisce presso il Ministero del Lavoro un Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel lavoro, con il compito di:

  • definire una strategia nazionale sull’IA,
  • monitorare l’impatto tecnologico,
  • promuovere la formazione continua per datori di lavoro e lavoratori.

Professionisti e limiti d’uso dell’IA

La normativa riguarda anche le professioni intellettuali. In particolare:

  1. L’IA può essere impiegata solo come supporto strumentale all’attività professionale
  2. Il lavoro intellettuale umano deve restare prevalente

Inoltre, il professionista è tenuto a informare preventivamente il cliente sull’uso dell’IA e sulle relative finalità, per preservare il rapporto fiduciario.

Conclusioni

La vera sfida dei prossimi anni non sarà decidere se adottare l’IA, ma come utilizzarla nel rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori.La trasparenza richiesta dalla Legge n. 132/2025 non è un ostacolo: rappresenta un’opportunità per ripensare l’organizzazione del lavoro in una prospettiva più etica, sostenibile e strategica.