Smart working: le novità della fase 2

L’emergenza coronavirus ha visto 8 milioni di italiani lavorare in smart working ed è proprio per questo che è diventata necessaria in questa fase 2 una rivoluzione nel mondo del lavoro e del digitale.

La Legge 81 del 2017 non è più sufficiente e bisogna ripartire da una regolamentazione e contrattualizzazione definitiva, infatti questa fase di sperimentazione non può durare ancora molto poiché i DPCM di febbraio e marzo 2020 hanno dettato delle raccomandazioni per le imprese, spesso anche molto strane come ad esempio le responsabilità civili o penali sul datore di lavoro o addirittura permettendo uno smart working volontario. 

Gli strumenti utilizzati sono solitamente quelli propri, i lavoratori svolgono le mansioni separati dall’azienda e dai colleghi e spesso devono farlo anche in presenza di bambini o anziani. 

Oggi però con il Decreto Rilancio ci sono delle novità come l’estensione per il settore privato ai genitori, lavoratori dipendenti che hanno un figlio minore di 14 anni di poter svolgere lo smart working senza accordi individuali. Questa novità non è valida se l’altro genitore è senza lavoro o usufruisce di sostegni al reddito. 

L’emergenza sanitaria ha permesso quindi ai lavoratori di conciliare la vita e il lavoro e garantire le stesse opportunità ad uomini e donne.

I sindacati in questo momento però, chiedono di ridefinire l’organizzazione del lavoro, gli orari, il diritto di disconnessione, le condizioni ambientali e di sicurezza, il trattamento economico e l’attestazione delle competenze, il diritto alla formazione e la dotazione tecnologica per evitare di perdere il diritto di lavorare in associazione.

Scopriamo insieme cosa significa trasformare un’azienda tradizionale in un progetto smart working.

Lo smart working richiede un articolato cambiamento culturale, manageriale, di obiettivi e tecnologie, non significa solo lavorare da casa e utilizzare le nuove tecnologie ma prevede un modello ben definito di organizzazione del lavoro con linee guida sia per l’azienda che per i dipendenti, partendo dagli orari di lavoro e arrivando ad avere una strategia e tutti gli strumenti adatti per il lavoro da casa.

Questo nuovo modo di lavorare conviene alle aziende (ma anche ai dipendenti) perché può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore, secondo alcuni studi, creando organizzazioni più flessibili, delegando e responsabilizzando le persone sui risultati e favorendo la crescita dei talenti.

Vuoi trasformare la tua azienda da normale ad azienda smart working?

I professionisti di SI Italia, con esperienza ventennale nel settore della consulenza del lavoro, possono aiutarti offrendoti una consulenza strategica e operativa, sviluppando un modello che non crei disservizi per i tuoi clienti o l’interruzione delle tue attività aziendali.

Inoltre possono aiutarti a capire se lo smart working è la modalità di lavoro adatta alla tua azienda, come procedere con la gestione del personale e dei contratti.

Se vuoi verificare l’efficienza dell’organizzazione del lavoro nella tua azienda e valutare l’esistenza di spazi di miglioramento o di ottimizzazione dei processi, richiedi una consulenza gratuita (e senza impegno) con uno dei nostri specialisti dello Smart Working, saremo lieti di offrirti un’analisi e un parere professionale.