A cura del Dott. Mario Cervini
SI ITALIA – HR CONSULTANCY
Guida chiara alle nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) e della successiva Circolare INPS n. 12/2026, cambiano in modo rilevante le regole sul conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS.
Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di un cambiamento che incide sulla gestione ordinaria del personale, soprattutto per le aziende in crescita.
Questa guida nasce per aiutare le imprese a capire:
- cosa cambia realmente
- quando scatta l’obbligo
- perché è importante monitorare la propria situazione, senza tecnicismi inutili.
In sintesi: cosa cambia davvero dal 2026
Dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria non dipende più solo dalla dimensione “storica” dell’azienda, ma diventa dinamico.
In pratica:
anche un’azienda che oggi non è obbligata può diventarlo negli anni successivi, se cresce l’organico.
👉 Il requisito dimensionale va verificato ogni anno, sulla base dei dati aggiornati.
Le nuove soglie dimensionali
L’obbligo di conferimento del TFR scatta in base alla media annuale dei lavoratori in forza nell’anno precedente, secondo le seguenti soglie:
- 2026 – 2027: almeno 60 dipendenti
- 2028 – 2031: almeno 50 dipendenti
- Dal 1° gennaio 2032: almeno 40 dipendenti
Attenzione
Una volta superata la soglia:
- l’obbligo permane
- anche se negli anni successivi il numero dei dipendenti diminuisce
È un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale nella gestione corretta del TFR.
Chi è interessato dalla nuova disciplina
La normativa riguarda:
- tutti i datori di lavoro privati
- con esclusione del lavoro domestico
- limitamente ai lavoratori soggetti al TFR ordinario (art. 2120 c.c.)
Rientrano quindi:
- lavoratori che non aderiscono alla previdenza complementare
- lavoratori di prima assunzione che scelgono di non destinare il TFR a un fondo pensione
Quando l’azienda supera la soglia dimensionale, il TFR maturando non resta più in azienda, ma deve essere versato al Fondo di Tesoreria INPS.
Perché molte aziende rischiano di accorgersene troppo tardi
Capita spesso di sentire:
“Non abbiamo mai versato il TFR al Fondo, quindi non siamo interessati.”
Oggi questa convinzione può essere fuorviante.
Il requisito dimensionale:
- si verifica ogni anno
- si basa sulla media dell’anno precedente
- può scattare senza segnali evidenti
Il rischio, quindi, non è tanto fare qualcosa di sbagliato, quanto non accorgersi che qualcosa è cambiato.
Operazioni societarie: effetti automatici da valutare
In caso di:
- cessione di ramo d’azienda
- fusione o incorporazione
- trasferimento di personale
l’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria può:
- scattare immediatamente
- oppure riguardare solo alcuni lavoratori
Sono situazioni che richiedono analisi puntuali, perché gli effetti non sono sempre intuitivi né uniformi.
Come e quando avviene il versamento
Quando l’obbligo sussiste:
- il versamento è mensile
- segue le scadenze contributive ordinarie
- deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo
Le quote di TFR sono calcolate sulla retribuzione utile del mese.
Il valore dei controlli preventivi
Con le nuove regole, il TFR non è più solo un tema contabile, ma un elemento di gestione consapevole e pianificazione aziendale.
Un controllo preventivo consente di:
- evitare arretrati improvvisi
- prevenire sanzioni e recuperi contributivi
- garantire il corretto trattamento del TFR dei lavoratori
Il supporto di SI Italia
Come studio, abbiamo strutturato verifiche periodiche dedicate per monitorare:
- la dimensione occupazionale
- l’evoluzione dell’organico
- l’eventuale insorgere dell’obbligo di conferimento al Fondo di Tesoreria
L’obiettivo non è creare allarmismi, ma dare alle aziende consapevolezza, tempo e strumenti per gestire correttamente gli adempimenti.
Per chiarimenti o per una verifica personalizzata, il team di SI Italia è a disposizione.